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COVID SPINGE L’EDITORIA ITALIANA. +2,4% DI FATTURATO, MIGLIORE PERFORMANCE A LIVELLO UE




IL PLAUSO DI FRANCESCHI (GRAFICA VENETA) AL GIOCO DI SQUADRA TRA EDITORI E POLITICALIORE PERFORMANCE A LIVELLO UE

1 febbraio 2021 - La pandemia ha spinto l’editoria italiana che nel 2020 ha fatturato +2,4% registrando la migliore performance a livello europeo con 1,54 miliardi di euro a prezzo di copertina. Fabio Franceschi presidente di Grafica Venta Spa plaude al gioco di squadra tra editori e politica che considerando il libro “un bene essenziale” hanno varato un piano di aiuti e continuato a tenere aperte le librerie durante il lock down adottando anche soluzioni come la consegna a domicilio e l’asporto di romanzi, saggi, volumi. Iniziative che sono state determinanti per i risultati conseguiti.
dati sono stati divulgati dall’Associazione Italiana Editori (Aie) nella giornata conclusiva del XXXVIII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Nell’anno del Covid l’Italia chiude con il segno più. Le  vendite di libri cartacei sono cresciute dello 0,3% a prezzo di copertina, toccando 1,43 miliardi. La crescita è ancora più marcata, pari al 2,4%, se si considerano e-book (cresciuti del 37% a 97 milioni) e audiolibri (+94%, 17,5 milioni). Grazie a questi aumenti, la lettura e l’ascolto digitale valgono oggi il 7,4% delle vendite del comparto varia.
Ancora più significativa la crescita in termine di copie (+2,9%), dove il +36,6% degli e-book ha più che compensato il leggero calo delle copie di libri (-0,8%). Nel complesso, gli italiani hanno acquistato 104,5 milioni di libri, al netto degli audiolibri per i quali non possiamo avere un valore “a copia”, perché in prevalenza acquistati in abbonamento. Il confronto con l’Europa. Il dato positivo italiano (+0,3%), esclusi e-book e audiolibri, è superiore a quello di Francia e Germania, che calano rispettivamente del -2% e del -2,3% e poco inferiore a quello spagnolo (+1%). Regno Unito (+5,5%), Olanda (+7%) e Finlandia (+2%) – tra i Paesi che ad oggi sono in grado di fornire questi dati – fanno significativamente meglio dell’Italia, mentre crolla il Portogallo (-19%). “I nostri dati erano in linea con Francia e Germania fino ad ottobre –, ha ricordato Ricardo Franco Levi che è anche il vice presidente della Federazione degli editori europei (FEP)  – è stata l’apertura delle librerie durante l’ultimo lockdown a fare la differenza”. Regno Unito, Olanda e Finlandia sono rappresentative di un Nord Europa che è andato molto bene grazie alla concentrazione dei consumi culturali sul libro e alla crescita impetuosa dell’e-commerce; il caso del Portogallo non differisce invece da quello di altri paesi del Sud e Est Europa dove l’e-commerce è ancora poco sviluppato. Il calo delle vendite in libreria è l’elemento, preoccupante, che accomuna tutti i paesi dell’Unione. Una battuta d’arresto va segnalata per l’editoria scolastica, il cui ruolo è stato fondamentale nella didattica a distanza, ha avuto un anno condizionato dal limitato rinnovo delle adozioni. Meglio è andata l’editoria universitaria, per la valorizzazione del libro nella didattica a distanza e perché il lockdown ha ridotto il fenomeno delle fotocopie pirata, un problema che si ripresenterà alla riapertura, aggravato dalla preoccupante crisi delle librerie universitarie. Da ricordare, infine, le difficoltà di settori molto specifici del comparto, come l’editoria d’arte, quella turistica e professionale giuridica.

01 Feb 2021