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REPORT ISTAT. LA LETTURA TERZA ATTIVITA’ IN LOCK DOWN. 6 ITALIANI SU 10 HANNO LETTO ALMENO UN LIBRO




FRANCESCHI (GRAFICA VENETA): L’EDITORIA NEL 2019 HA TENUTO, MA NEL 2020 LE PERDITE SONO RILEVANTI
11 gennaio 2021 -  La lettura è stata la terza attività fondamentale durante il lock down. Il report dell’Istat su “Produzione e lettura di libri in Italia” classifica questa scelta dopo il tempo passato ad ascoltare e guardare radio e televisione (93,6%) e contatti telefonici e videochiamate tra parenti ed amici (74,9%). 6 italiani su 10 hanno letto libri nella prima fase dell’emergenza sanitaria. Costretti a rimanere in casa tra le mura domestiche sono stati i giovani under 34, donne in particolar modo, a trascorrere il tempo sfogliando le pagine di almeno un libro.
La maggioranza della popolazione adulta di 18 anni e più si è dedicata in un giorno medio alla lettura di libri cartacei (21,6%), mentre la lettura su digitale ha riguardato il 7% delle persone di 18 anni e più. La maggior parte della popolazione ha letto esclusivamente libri cartacei (19,9%), mentre il 5,3% solo libri su supporto digitale. Soltanto l'1,7% ha letto sia libri cartacei che e-book/ libri on line. La lettura di libri su supporto digitale è stata scelta, in un giorno medio della Fase 1, più dai giovani adulti fino a 44 anni (circa 1 su 10 in questa fascia d'età), mentre è risultata pari alla metà nelle fasce di età successive. Se si considerano i giovani fino a 34 anni che hanno letto almeno un libro su supporto digitale, si osserva una proporzione maggiore di ragazze, con un rapporto donne/uomini di 2 a 1 (14,4% contro 7%) La lettura di libri ha riguardato principalmente le persone con titolo di studio più elevato (il 41,9% delle persone con laurea o un titolo di studio superiore contro il 16,4% delle persone con al massimo la scuola dell'obbligo). Si osserva un'analoga relazione sia se si considera la lettura di libri su carta che quella su supporto digitale.
Le perdite per gli editori sono rilevanti  - precisa Fabio Franceschi presidente di Grafica Veneta spa che durante il periodo critico ha comunque risposto alle commesse internazionali servendo scolastica in Francia, Spagna e Irlanda. L’azienda ha affrontato il mercato editoriale mettendo in campo dinamicità e alta tecnologia, riuscendo anche a convertire parte dello stabilimento alla fornitura di dispositivi per la protezione della comunità. I numeri del 2019 – commenta Franceschi – confermano un andamento stabile nella pubblicazione di libri e rivelano oltre 1700 imprese e istituzioni che se ne occupano direttamente.
Il 53% (considerando il volume complessivo della produzione editoriale in termini di quantità di copie stampate nell'anno di riferimento) di queste sono definibili "micro-editori" (hanno stampato non più di 5mila copie), il 38,1% piccoli editori (tiratura massima di 100mila copie), il 6,8% medi editori (tiratura non superiore a un milione di copie), il 2,1% grandi editori (hanno pubblicato titoli per una tiratura superiore a un milione di copie) . I "grandi" e "medi" editori insieme realizzano oltre la metà (il 59,1%) della produzione in termini di titoli e il 91,3% della tiratura. Accanto agli operatori di maggiori dimensioni, l'ampia e variegata platea di piccoli e micro-editori, in buona parte imprese e istituzioni che svolgono edizione di libri come attività principale, contribuisce per il 40,9% all'offerta dei titoli pubblicati e per quasi un decimo del mercato (8,7%) in termini di tiratura. In media, se i micro e i piccoli editori hanno pubblicato rispettivamente 8 e 43 titoli all'anno, i medi editori hanno prodotto 208 opere librarie e le grandi case editrici ben 771. In base al valore economico della produzione libraria sul mercato, la differenza dimensionale tra le diverse tipologie di editori appare ancora più accentuata: i grandi editori contribuiscono per il 63,3% al valore totale della produzione libraria, i medi per il 30,1%, i piccoli e i micro per il rimanente 6,6%. Oltre il 50,0% degli editori attivi ha sede nel Nord del Paese (31,3% nel Nord-ovest e 18,8% nel Nord-est), il 28,7% al Centro e il 21,2% nel Mezzogiorno (14,7% al Sud e 6,5% nelle Isole). Il maggior numero di editori attivi risiede in Lombardia e nel Lazio (20,6% e 16,8%): due regioni che insieme ospitano il 60,0% dei grandi operatori, il 64,7% dei medi, il 38,6% dei piccoli e un circa un terzo dei micro editori. In particolare, a Milano e Roma si concentrano circa un quarto degli editori attivi.


11 Jan 2021